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Pianeta Terra: l’enorme laboratorio della fisica fondamentale

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare alla nona edizione rndi “Era”, la biennale di divulgazione scientifica di Triestern

Aprirà i battenti domani 17 novembre, alla Stazione Marittima di Trieste, e rimarrà aperta fino al 23 dicembre prossimo, la nuova edizione di Era, l’Esposizione di Ricerca Avanzata, alla quale partecipa anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) con un allestimento curato dalla sezione di Trieste. L’edizione di quest’anno è dedicata al nostro pianeta e rientra nell’ambito delle iniziative per l’“International Year of Planet Earth” proclamato dalle Nazioni Unite.

Lo spazio espositivo dell’Infn introdurrà il visitatore al grande “laboratorio Terra”: per studiare i misteri del nostro universo gli scienziati, infatti, progettano e realizzano i loro esperimenti nei luoghi più impensati del nostro pianeta, sfruttando le caratteristiche che ciascuno di essi può offrire.

I ricercatori dell'Infn hanno da sempre un rapporto diretto con la nostra Terra, basti pensare ai laboratori di alta montagna che nella prima metà del secolo scorso hanno permesso di scoprire il pione, l’antielettrone e le altre particelle che compongono gli sciami di raggi cosmici che ci piovono addosso.

Ma non è solo l’alta quota a offrire vantaggi alla ricerca, anche gli abissi si possono trasformare in un efficiente laboratorio: dipende infatti dalle caratteristiche di ciò che vogliamo studiare. I neutrini, per esempio, sono particelle che interagiscono pochissimo con la materia: essi riescono così ad attraversare indisturbati l’intero nostro pianeta prima di trasformarsi producendo muoni. Per poterli rivelare, i ricercatori degli esperimenti Nemo e Antares hanno piazzato in fondo al mare, ad alcuni chilometri di profondità, degli occhi supertecnologici puntati però “verso il basso”, per poter “vedere” la flebile luce che i muoni prodotti dai neutrini provenienti dagli antipodi emettono quando attraversano l’acqua. Dall’analisi di questo segnale è possibile risalire alla loro traiettoria e ricavare così informazioni sulla loro origine.

Neutrini sono anche le particelle prodotte artificialmente al Cern di Ginevra e “sparate” verso i laboratori dell’Infn che si trovano sotto il massiccio del Gran Sasso, dove giungono dopo aver attraversato 730 km di roccia in 2,4 millesimi di secondo, viaggiando fino a 11,5 km di profondità. Ma perché allestire i laboratori all’interno di enormi caverne sotto la montagna? La roccia che li sovrasta costituisce un ottimo setaccio, perché impedisce alla maggior parte dei raggi cosmici di penetrare in profondità: in questo modo il segnale delle particelle che i ricercatori vogliono studiare non è “inquinato” dal rumore di fondo prodotto dalle altre particelle.

Ma non è tutto. Satelliti scientifici che ogni novanta minuti compiono un’orbita attorno al nostro pianeta, ci hanno permesso di conosce e descrivere, per esempio, i fenomeni elettromagnetici. Uno speciale modellino “attivo” ci farà vedere come si formano le fasce di radiazione, mentre un rivelatore ci permetterà di contare i raggi cosmici che lo attraversano in ogni istante.

Il visitatore scoprirà così, attraverso un percorso fatto di exhibit, modellini, filmati e poster, che il nostro pianeta è per gli scienziati come un enorme laboratorio: sulla Terra, sotto e al di sopra di essa, si svolgono fondamentali ricerche scientifiche, come quelle condotte dall’Infn.

Ma i progressi nella conoscenza della natura e dell’universo non sono l’unico prodotto della ricerca scientifica: essa conduce anche a enormi passi avanti nello sviluppo di nuove tecnologie, che entrano immediatamente nel circolo vitale della società come efficaci e potenti strumenti che hanno applicazioni in svariati campi: dalla diagnosi medica alla cura, dal calcolo superveloce alle analisi dei beni artistici, per citarne solo alcuni.

Orario di apertura:

giorni feriali 9.00-13.00 e 15.00-20.00

giorni festivi 9.00- 20.00

Visite guidate:

9.00-10.30-12.00 / 15.30-17.00-18.30

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Ultimo aggiornamento: 28/11/2018 

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Immagine nella testata della pagina: raffigurazione artistica di tracce del passaggio di particelle nella BEBC, Big European Bubble Chamber (Copyright CERN).